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Giovanni Paolo II e Internet: comunicare il Vangelo, anche coi new media

 

Giovanni Paolo II è stato il primo, tra i successori di Pietro, a vivere il mondo di internet. Il suo pontificato comincia infatti nel 1978 e proprio in quegli anni il dipartimento della Difesa degli Stati Uniti iniziava l’interconnessione sperimentale di alcuni calcolatori sparsi per tutto il paese.

Di lì come spesso accade, le innovazioni tecnologiche apportate alla ricerca militare vennero utilizzate dal mondo civile. Nacque cosi’ e si sviluppo’ l’ ”Oceano Internet”.
Il rapporto tra il mondo cattolico e la rete e’ sempre stato ed è tutt’ora un argomento molto dibattuto e controverso, ma anche in questo caso Papa Wojtyla ha voluto segnare il tempo.

Si racconta che il Santo Padre, avendo capito le potenzialita’ di internet, avesse domandato: “Perché la Santa Sede non è ancora lì? Chi deve decidere questo?” Spettava a Lui -gli risposero; “ E allora si faccia!” . Il 24 marzo del 1997 la Santa Sede entra così ufficialmente in internet. Il sito :www.vatican.va .

Per un certo periodo il Papa ha avuto una casella di posta elettronica personale, poi chiusa per eccesso di mail; il 15 Agosto del 1998 un suo messaggio Domenicale viene pubblicato per la prima volta sulla rete.
Nel Novembre del 2001 affida esclusivamente ad internet il documento ufficiale relativo all’esortazione apostolica Ecclesiae in Oceania (vedi l'immagine sopra)

Il 22 dello stesso mese per la prima volta invia un messaggio al mondo affidandosi al ciberspazio :si tratta delle scuse alle vittime degli abusi sessuali da parte dei sacerdoti.
Sempre nel 2001 affronta direttamente il tema dell’etica e dell’uso della rete dicendo:
“Consideriamo... la capacità positiva di Internet di trasmettere informazioni e insegnamenti di carattere religioso oltre le barriere e le frontiere.

Quanti hanno predicato il Vangelo prima di noi non avrebbero mai potuto immaginare un pubblico così vasto... i cattolici non dovrebbero aver paura di lasciare aperte le porte delle comunicazioni sociali a Cristo affinché la Sua Buona Novella possa essere udita dai tetti del mondo! ».

Dunque la rete globale quale elemento di e-vangelizzazione, quale modo per la chiesa cattolica per comunicare al suo interno, ma anche quale mezzo per combattere le immoralita’ presenti nel ciberspazio stesso. La rete infine ha certamente significato un contatto diretto con i suoi maggiori fruitori, i giovani, coloro che il papa ha tanto cercato .

Tutto questo ha significato internet per Giovanni Paolo II. Chissa’ se sara’ mai possibile navigando trovare delle immagini del Santo Padre mentre con le sue fragili e tremolanti mani invia una e-mail. Ci piace credere di si!

di Cinzia Iannaccio

 


Tratto da: http://www.infocity.go.it/vedi_articolo.php?id=5225

 

 

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