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Così San Francesco inventò il presepe

Così San Francesco inventò il presepe - pagina 2

Indice Articolo
Così San Francesco inventò il presepe
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Come si svolse quella “rappresentazione” del Natale?

Padre Francesco Rossi: Francesco la preparò con meticolosità. Chiese aiuto a un amico, un certo Giovanni da Greccio, signore della zona, che il santo stimava molto perché, come scrive il Celano,  “pur essendo nobile e molto onorato nella sua regione, stimava più la nobiltà dello spirito che quella della carne”. All’amico disse di voler organizzare, per la notte di Natale, una “rappresentazione” della nascita di Gesù. Non, però, uno “spettacolo” da far vedere ai curiosi. Ma una “ricostruzione visiva e vera”.  Tommaso da Celano riporta le parole esatte che Francesco disse a Giovanni: “Vorrei rappresentare il bambino nato a Betlemme, e in qualche modo vedere con gli occhi del corpo i disagi in cui si è trovato per la mancanza delle cose necessarie a un neonato, come fu adagiato in una greppia, e come giaceva sul fieno tra il bue e l’asinello”. Francesco aborriva lo spettacolo. Lo riteneva irrispettoso nei confronti del grande mistero religioso. E temeva che la sua iniziativa venisse male interpretata. Per questo, come informa San Bonaventura, (anche lui contemporaneo di Francesco e quindi testimone diretto), prima di mettere in atto quel suo progetto chiese il permesso al Papa.


Cosa accadde nel corso di quella notte?

Padre Francesco Rossi: Giovanni di Greccio organizzò ogni cosa come Francesco aveva chiesto.  La notizia era stata diffusa e la gente del luogo si radunò presso la grotta dove Francesco e i frati andavano a pregare. Arrivarono pellegrini anche da altri borghi. Scrisse il Celano: “Arrivarono uomini, donne festanti, portando ciascuno, secondo le sue possibilità,  ceri e fiaccole per illuminare quella notte”.

 Alla fine arrivò anche Francesco e,  vedendo che  tutto era predisposto secondo il suo  desiderio, era raggiante di letizia. Il Celano precisa che, a quel punto, “si accomoda la greppia, vi si pone il fieno e si introducono il bue e l’asinello”. Da questa annotazione si comprende chiaramente che Francesco vuole ricostruire la scena della nascita di Gesù, ma non vuole dare spettacolo. Infatti, nessuno dei presenti prende il posto della Madonna, di San Giuseppe, del bambino.  Se così si fosse fatto, sarebbe stato spettacolo. No, Francesco vuole vedere la scena reale su cui pensare e riflettere nel corso della Messa che sarebbe stata celebrata, perché la Messa avrebbe richiamato la presenza reale di Gesù in quel luogo.

 E’ questo un dettaglio importantissimo. La liturgia eucaristica richiama sull’altare la presenza “vera, reale e sostanziale” di Gesù.  Francesco voleva rivivere la nascita di Gesù in forma reale nel contesto della Messa. Quando parlava dei sacerdoti, li paragonava alla Vergine Maria, perché nella Messa i sacerdoti fanno rinascere sull’altare Gesù. E diceva anche che i fedeli,  quando fanno la Comunione, sono come Maria che ha portato Gesù dentro di sé. Quindi, la Liturgia eucaristica di quella notte di Natale avrebbe portato Gesù in quel luogo allestito come la capanna di Betlemme.



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