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Vesti liturgiche PDF Stampa E-mail
mercoledý 12 marzo 2008

ImageUna bella raccolta di vesti liturgiche in uso e del passato: la più antica è del 1500!

 

Alunni e ministranti all'avanguardia!

 

Due alunni di prima media fanno "i compiti a casa" dell'Ora di religione con fotocamera digitale, computer e memoria usb

 

 

 

 

I miei alunni sono davvero all'avanguardia.

In classe abbiamo trattato l'anno liturgico e i colori simbolici che caratterizzano periodi e feste.

Due di loro, Andrea e Nicola, dotati di strumenti digitali, col permesso e la collaborazione del loro parroco, hanno fotografato i molti abiti liturgici presenti nell'armadio della sacrestia, nella parrocchia dove prestano la loro opera di ministranti (chierichetti).

Li hanno visti, toccati con mano, sistemati per le foto, suddivisi a seconda del colore e del periodo di riferimento.

Si sono meravigliati loro per primi e hanno incuriosito molto i compagni quando, proiettate le immagini su grande schermo nell'aula video della scuola, hanno raccontato del significato dei vari abiti e soprattutto del piviale più antico che risale addirittura al 1500.

E' certo che i loro "compiti a casa" sono stati eseguiti in modo eccellente.

Hanno unito in perfetta sintesi cultura, religione e tecnologia.

Le conoscenze culturali offerte a scuola, nell'ora di Religione Cattolica, hanno stimolato la loro curiosità e le nuove tecnologie hanno permesso di realizzare un lavoro multimediale degno di essere visto, illustrato ai  compagni, pubblicato e diffuso.

Andrea e Nicola dimostrano che le nuove tecnologie sono solo "strumenti", molto potenti ma sempre strumenti,  possono essere usate a volte scorrettamente, ma nella maggioranza dei casi possono essere impiegate con fini positivi, per documentare e condividere l'arte, la storia e anche la cultura religiosa.


 

Clicca sull'immagine per ingrandirla

 

 

 

 

I COLORI DELLA LITURGIA

 

La differenza dei colori nelle vesti liturgiche ha lo scopo di esprimere, anche con l'uso cromatico, la caratteristica particolare dei misteri della fede celebrati ed il senso della vita cristiana in cammino lungo il corso dell'anno liturgico. La valenza simbolica dei colori è un valore riconosciuto dalle stesse scienze antropologiche, che ne riconoscono la capacità di generare reazioni ed emozioni negli individui, oltre ad associazioni mentali. La liturgia, che si serve di elementi umani essenziali, ha saputo valorizzare i colori selezionandone alcuni che ora costituiscono una delle dimensioni simboliche principali del linguaggio rituale.


Bianco, verde, rosso e viola sono i colori attualmente in uso. Ma anche il rosa viene utilizzato in giorni particolari, mentre il nero non è più in uso.

 

 

BIANCO

Il colore della festa e della solennità, il colore usato nella celebrazione delle memorie dei santi. Richiama la veste candida dei chiamati, è simbolo dell'abito per il banchetto, le vesti candide lavate col sangue dell'agnello.

 

 

VERDE

Il colore del tempo ordinario, che segna lo scorrere del tempo.

 

 

ROSSO

Il colore del fuoco, il colore del sangue. Per questo motivo è utilizzato nelle celebrazioni che si riferiscono alla Passione e alla regalità di Cristo (Giovedì santo, Cristo Re), nelle memorie dei martiri, e nella festa di Pentecoste.

 

 

GIALLO e ORO

Sono colori variante del bianco, utilizzati pertanto nelle stesse celebrazioni. Non vi sono indicazioni particolari a riguardo. Spesso sui paramenti sono inseriti ricami con fregi ed elementi decorativi che ricordano una festività particolare.

 

 

 

VESTI LITURGICHE 

 

 

Piviale

 
E' un manto liturgico usato nelle funzioni solenni, di forma semicircolare, lungo quasi fino ai piedi, aperto davanti e fermato sul petto da un fermaglio. Nella parte posteriore è ornato da uno "scudo".


Questa veste deriva probabilmente dalla cappa corale monastica che nei secoli VIII e IX veniva portata nel coro e nelle processioni, di panno nell'uso quotidiano, di seta per le feste. Fra i secoli X e XI prima i cantori e poi i sacerdoti adottano questa cappa festiva per tutte le funzioni fuori della santa messa, mentre la pianeta rimane l'abito preposto alla celebrazione dell'eucaristia. Il cappuccio perde progressivamente la sua funzione di copricapo nella seconda metà del secolo XII diventa un puro  ornamento, fino a ridursi ad un piccolo Pezzo di stoffa triangolare, che nel corso dei secoli XIV e XV si trasforma lentamente in uno scudo di proporzioni più ampie.


In Italia la cappa ha preso il nome di piviale perché ha la forma di un manto che protegge dalla pioggia. Solitamente è di seta e segue le regole dei colori liturgici.

 

 

Tonacella


La tonacella è la sopraveste liturgica del suddiacono, indossata nelle solennità. Il tessuto la forma sono uguali a quelli della dalmatica del diacono, da cui si distingue per la minore ampiezza, le maniche più strette e l'assenza dei clavi (le due strisce di porpora verticali).

Divenne l'abito ordinario del suddiaconato quando questo fu annoverato fra gli ordini
maggiori; la consegna ai neo suddiaconi al momento dell'ordinazione si introdusse nel secolo XIII e a questo tempo risale anche il nome tonacella.


Come la dalmatica, anche la tonacella fa parte dei paramenti pontificali, e a somiglianza di questa, in epoca moderna ha variato la forma originale, diminuendo sia in lunghezza che in ampiezza.

 

 

Pianeta

 
E' una sopraveste liturgica in forma di scapolare e aperta sui fianchi, usata da sacerdoti e da vescovi solo per la celebrazione della messa e nei riti ad essa assimilabili.

Derivata dalla paenula, indumento profano di uso comune nell'antichità classica, entra nell'uso liturgico fin dal V secolo e fino al Medioevo mantiene una forma molto ampia, a semicerchio, chiusa, con apertura centrale per passarvi la testa e sollevata ai lati sopra le braccia. Il primo cambiamento, che contraddistingue il paramento nei secoli XIV e XV, riguarda il suo accorciamento sui fianchi, con l'eliminazione dei lembi laterali e il solo mantenimento di quelli anteriore e posteriore tagliati anch'essi a semicerchio; riduzione che va accentuandosi finchè nel Settecento la pianeta raggiunge la forma attuale.


In antico le paenulae romane erano ornate da due clavi purpurei verticali. Per quella liturgica a partire dal secolo XI viene in uso una fascia verticale divisa all'altezza delle spalle in due braccia oblique che si uniscono sul petto fino a scendere all'orlo inferiore; un motivo puramente ornamentale che è stato poi interpretato come una croce. Dal momento che la pianeta si pone sulle spalle, questo disegno formato dai galloni è considerato anche simbolo del giogo del Signore.

 

 

Casula

 

Cotta

 

Camice

 

... 

 


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